L’industria farmaceutica britannica guarda al futuro con maggiore ottimismo grazie all’accordo commerciale siglato con gli Stati Uniti a dicembre 2025. Per la prima volta, i farmaci UK esportati negli USA non saranno oggetto di dazi supplementari. In cambio, il Regno Unito pagherà un 25% in più sui farmaci innovativi USA acquistati per il NHS e apporterà modifiche al VPAG, il sistema di pricing di questo tipo di farmaci.
“L’accesso senza tariffe agli Stati Uniti, combinato con prezzi nazionali più prevedibili e generosi, offre al Regno Unito un raro vantaggio strutturale nell’attrarre lanci precoci, trial clinici e produzione di alto valore”, afferma Edita Hamzic, analista di GlobalData.
L’accordo di dicembre si colloca in una fase particolarmente delicata per il settore industriale UK, che negli ultimi mesi ha perso attrattività internazionale, con investimenti diretti esteri in calo rispetto a Irlanda, Francia e Germania.
L’abbandono da parte di MSD di un piano da 1 miliardo di sterline per il pharma britannico, inoltre, aveva acceso i riflettori sulla vulnerabilità del settore. Ma i successivi impegni strutturali di Moderna, BMS e BioNTech hanno ridato coraggio all’ambiente, rinnovando interesse e fiducia per il know how della R&D e della produzione avanzata nel Regno Unito.